COLPO D’OCCHIO
COLPO D’OCCHIO
REGIA: Sergio Rubini.
SCENEGGIATURA: Carla Cavalluzzi, Angelo Pasqualini, Sergio Rubini.
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution.
GENERE: Thriller.
DURATA: 110 min.
DATA DI USCITA: 20 Marzo 2008.
PROTAGONISTI:
RICCARDO SCAMARCIO
SERGIO RUBINI
PAOLA BARALE
EMANUELE SALCE
GIANCARLO RATTI
GIORGIO COLANGELI
ALEXANDRA PRUSA
TRAMA: Questa volta Riccardo Scamarcio veste i panni di Adrian, un giovane scultore di provincia desideroso di affermare il proprio talento nel mondo dell’arte. La sua forte personalità viene notata da Gloria sin dalla sua prima esposizione nella Capitale, all’interno di una collettiva di esordienti. Gloria è una giovane studiosa d’arte alla ricerca del “proprio” artista e tra i due nasce immediatamente un’intesa che li fa diventare ben più ke semplici conoscenti. Gloria diventerà oltre che sua compagna, musa ispiratrice delle sue opere e sua agente. I problemi insorgono imminenti. Un altro critico infatti rimane abbagliato dal lavoro di Adrian: Lulli, un intellettuale di fama internazionale. L’uomo conosce fin troppo bene Gloria, essendone stato prima il tutore e poi l’amante fino all’arrivo di Adrian. I trascorsi destano solo preoccupazione nella ragazza che guarda con sospetto l’interessamento del celebre critico per il suo compagno. Cosa accadrà alla coppia una volta che Adrian assaporerà il gusto del successo? Lo scoprirete solo al cinema…
RECENSIONI: Il film si dimostra estremamente ambizioso nell’ambito del disvelamento dei rapporti fra uomo e donna, delle relazioni umane, sentimentali e professionali.
Come elemento aggiuntivo, il regista inserisce nel suo triangolo amoroso l’ambivalenza tra arte e critica, tra lavoro manuale, concreto e il “lavorare con le parole“, a partire sempre da qualcosa di non proprio, ma frutto della fatica dell’estro e dell’ingegno di un altro.
Così Riccardo Scamarcio interpreta Adrian, un giovane artista che si innamora di Gloria, a sua volta la protetta del potente e temuto Lulli, incarnato dal terribile e temuto Sergio Rubini, intellettuale, critico e mercante d’arte di fama internazionale. L’amore che sboccia fra i due non lascia indifferente il critico, che, nonostante le apparenze dimostrino il contrario, coverà un sordo e violento rancore nei loro confronti.
Un triangolo atipico nelle forme, non nella sostanza. Le dinamiche del film sono abbastanza consuete, e non vengono aiutate da quel piglio e dal quel tocco di originalità che Rubini aveva fatto intravedere con ottimi risultati nel suo precedente lavoro, La terra.
Anzi, a tratti la messa in scena si dimostra purtroppo convenzionale, non riuscendo a comunicare uno spessore umano ed attoriale che pur è ben presente nel dispiegarsi del plot.
Ma la vera pecca del film è la sceneggiatura. Quest’ultima presenta sì dei momenti di stanca e di macchinosità che pur di per sé non sarebbero così inficianti sul risultato globale se, come anche dichiarato dallo stesso Rubini, tutta l’impalcatura della pellicola non si poggiasse pesantemente proprio sulla fase di scrittura.
Ma la sceneggiatura si perde nell’ambizione di voler raccontare l’uomo e le sue pulsioni più nere e disperate in modo completo, disperdendosi in mille rivoli mai conclusi, costretta a cambiare a piè sospinto strada, sballottando i propri personaggi qua e là senza un vero, reale, costrutto. Si cade così nell’autoreferenzialità, accentuata dalla descrizione di un mondo, quello dell’arte, lontano ai più, e da una scelta musicale pomposa e invasiva. Qua e là emerge il tocco non scontato di Rubini, soprattutto nella gestione degli attori e della loro recitazione, vero elemento portante, a partire dallo stesso personaggio interpretato dal regista, di tutta la storia.
19 Marzo 2008 AUTORE: Gianni Mastrofilippo
